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DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE I
Il Barone Simon Pedro de Carvajal, detto Simoncello,
dopo aver validamente coadiuvato il Cardinale de Albornoz ed essere stato
all’uopo Castellano di Roccalvecce, si trasferì a Orvieto nel 1355
ed ivi decise di risiedere.
I suoi figli Pietro, Bartolo e Giannotto, contrassero in città parentele di
pari rango e furono iscritti alla nobiltà cittadina con il cognome de Simoncellus
Carvajalis. Assunto per l’uso spagnolo del tempo, dal nome del loro illustre
genitore, successivamente variato in Simoncelli.
Pertanto, Simon Pedro fu il Capostipite della famiglia e di tutta la discendenza
dei Simoncelli in Italia. Ebbero il titolo di Conti di Graffignano per concessione di
Eugenio IV nel 1431 e Conti di Castel di Piero per nomina di Papa Adriano VI.
Vestono per giustizia le insegne dell’Ordine Gerosolimitano fin dal 1554,
a seguito della plurisecolare nobiltà della famiglia.
Alcuni discententi entrarono nell’Ordine di Santo Stefano, già dal 1586.
Sono ascritti alla Nobiltà di Orvieto, Viterbo, Cagli, Amelia, Ancona, Ferrara e Roma,
pertanto alla Nobiltà dello Stato Pontificio. Furono governatori e gonfalonieri di Orvieto
e possedettero i Castelli feudali di Trevinano, Celle, San Cassiano e Monte Rubiaglio.
Lo stemma che compete alla famiglia è così blasonato:
d’Oro, alla fascia di nero accompagnata da una croce greca potente sul capo.
Il motto: in Spem contra Spem
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