Bernardino de Carvajal

 

 

 

BERNARDINO DE CARVAJAL
CARDINALE SRC
DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME
ROMA

GOVERNATORE
DI CASTEL SANT’ANGELO DAL 1503 AL 1506
ROMA

 

AMBASCIATORE DI
FERDINANDO II DI ARAGONA
E DI ISABELLA DI CASTIGLIA

 

PATRIARCA LATINO
DI  GERUSALEMME

 

 

 

 

 

 

 

DEI CARVAJAL
PARTE IV

Nasce l’8 settembre del 1456 da Francisco López de Carvajal y Trejo e
da Donna Aldonca de Sande a Plasencia in Estremadura e muore
a Roma il 16 dicembre del 1523 a Roma.
Studia teologia a Salamanca, conseguendo il baccellierato nel 1472,
il dottorato nel 1478 e infine il titolo di magister theologiae nel 1480.
Nipote dell’abile Cardinale Juan Carvajal, data la stima universale per
quest’ultimo, avanzò rapidamente nella carriera ecclesiastica a Roma,
dove giunse durante il pontificato di Sisto IV (1471-84).

Nel 1482 divenne Protonotario apostolico di papa Innocenzo VIII
e nei primi mesi del 1484 designato come cubicularius del Papa.
Il 19 settembre 1485 Il Carvajal, venne inviato in Spagna come Nunzio
per esplorare l’intenzione di Ferdinando di schierarsi al fianco
di Ferrante d’Aragona contro le pretese Angioine a Napoli.
Vi rimarrà
fino al gennaio del 1488 e rientrato in Italia fungerà, insieme a Juan
Ruiz de Medina, da ambasciatore dei re cattolici.
Sul piano della politica ecclesiastica, quale ambasciatore, dovrà
sensibilizzare Innocenzo VIII prima e Alessandro VI poi sui problemi
maggiormente sentiti dai re cattolici: riforma ecclesiastica, nomina
dei vescovi e Inquisizione.
Grazie all’interessamento dei re cattolici inizia la sua rapida e brillante
carriera ecclesiastica: nominato vescovo di Astorga con consacrazione
del 21 dicembre 1488, nel gennaio dell’anno successivo viene trasferito
alla diocesidi Badajoz. Il 17 settembre del 1491 venne eletto Governatore
della Chiesa e dell’Ospedale di San Giacomo a Roma.
Morto Innocenzo
VIII, fu il Carvajal a pronunciare il discorso di apertura del conclave e
l’elezione di Alessandro VI favorì la carriera e le ambiziose aspirazioni
del suo connazionale cui, infatti in una contrastata creazione cardinalizia
del settembre 1493, fu conferita la porpora, dapprima con il titolo dei
S.S.Pietro e Marcellino, poi in febbraio 1495 di S. Croce di Gerusalemme.
Gli era, inoltre, già stata assegnata nel  marzo 1493 la diocesi di Cartagena,
che lascerà nel febbraio 1495 per quella di Sigüenza, cui rinuncerà nel giugno
1519.
Mantenne la duplice veste di ambasciatore spagnolo, di Ferdinando II
di Aragona e di Isabella di Castiglia e di legato pontificio.
Nel 1496 fu legato pontificio presso Massimiliano I, futuro Imperatore
del Sacro Romano Impero e successivamente ebbe l’incarico di portare a
Carlo VIII la diffida del papa, pena scomunica, di proseguire nel suo
intervento militare in Italia.
Nel 1498 fu nominato camerlengo del Sacro Collegio.
Nel luglio del 1503 fu nominato amministratore apostolico della sede
vescovile di Avellino, carica che tenne per circa due anni.
Nel 1504 fu nominato Patriarca latino di Gerusalemme, carica che tenne
fino alla morte. Nell’agosto 1507 fu nominato cardinale vescovo di Albano
ma già il 17 settembre di quell’anno optava per la sede suburbicaria di Frascati,
e l’anno successivo per quella di Santa Sabina.


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Bernardino de Carvajal V

 

 


BERNARDINO
DE CARVAJAL
CARDINALE SRC
DI
SANTA CROCE DI GERUSALEMME

 

 

 

 

DEI CARVAJAL
PARTE V

Nel marzo del 1509 optò ancora per la sede di Santa Sabina.
Il Carvajal entrò in contrasto con papa Giulio II e fu il capo dei cardinali
ribelli che il 16 maggio 1511  firmò con gli altri un documento che convocava
un concilio a Pisa
per il 1º settembre di quell’anno. Papa Giulio II rispose
scomunicandolo e deponendolo da ogni incarico, compreso il titolo cardinalizio.
Insieme a lui furono scomunicati
i cardinali Federico Sanseverino, Francesco
Borgia, Guillaume Briçonnet e René de Prie. 
Il 1° settembre si riuniva il
concilio convocato dal Carvajal a Pisa e, forte dell’appoggio di Luigi XII di
Francia e dell’imperatore Massimiliano I, dichiarò deposto Giulio II e
nominò papa in sua vece lo stesso Carvajal che prese il nome di Martino.

Dopo la sconfitta dei nemici, ad opera della Lega Santa costituita da Giulio II,
e l’esito del Concilio Lateranense V, convocato da papa Giulio II a Roma nel
maggio 1512,
che condannò come scismatico il concilio di Pisa, l’imperatore
Massimiliano riconobbe la legittimità di Giulio II ed anche Luigi XII
abbandonò i cardinali scismatici del concilio di Pisa.
Deceduto Giulio II, con il conclave del 1513 venne eletto papa Leone X, al
secolo Giovanni de’ Medici, al quale il Carvajal, che nel frattempo era stato
imprigionato
a Firenze, chiese insieme al Sanseverino, il perdono papale.
A concilio ancora aperto (si concluse il 16 marzo 1517) il papa accettò la
richiesta
di perdono in cambio dell’abiura del concilio di Pisa. Questo avvenne
pubblicamente nel concistoro del 27 giugno 1513 e gli furono resi tutti gli
incarichi che Giulio II gli aveva revocato e che nel frattempo non erano stati
assegnati ad altri.
Il 14 gennaio 1521 venne nominato vescovo di Plasencia.
In vista della nomina
a Decano del Sacro Collegio, nel luglio del 1522  optò
per le sedi suburbicarie di Ostia e Velletri. Nominato amministratore
apostolico di Foligno nel settembre 1522, lasciò la sede al nipote Rodrigo il
febbraio del 1523.
Alla sua morte fu sepolto nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma,
dietro l’altare principale, dove ancora si trova
.

 

 

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