|

VINCENZO SIMONCELLI
DEPUTATO DEL REGNO D’ITALIA
AVVOCATO GIURISTA
PROFESSORE
PRESSO LA SCUOLA SUPERIORE DI
AGRARIA DI PORTICI
E LE UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI
CAMERINO, PAVIA E LA SAPIENZA DI ROMA


|
DEI SIMONCELLI IN ITALIA
PARTE IV
Nasce a Sora il 20 luglio 1860, muore a Frascati il 9 settembre 1917. Allievo
di Emanuele Gianturco, lo ebbe come maestro nell’università di Napoli, fu
professore di Diritto civile dapprima all’Università degli Studi di Camerino,
nel 1887, quindi alla Scuola superiore Agraria di Portici. Nel 1893 sostituì
Francesco Ruffini nella cattedra di Diritto civile e Diritto ecclesiastico presso
l’Università degli Studi di Pavia.
Lasciata Pavia nel 1900, ottenne la cattedra presso la Sapienza – Università
di Roma, dove rimarrà fino alla precoce scomparsa.
Cattolico praticante, politicamente si collocò su posizioni conservatrici,
venendo eletto deputato del Regno d’Italia nel collegio di Sora dal 1909 al 1917,
tenne importanti discorsi sul bilancio della Pubblica Istruzione (1910-1912),
sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e sulla delinquenza dei minorenni
(1912), sui provvedimenti per il terremoto (1915), ecc.
I numerosi studi pubblicati, prevalentemente dedicati alle discipline oggetto
dei suoi insegnamenti, ne testimoniano efficacemente la tempra giuridica.
Svolse in molti atenei italiani le commemorazioni, per lo più pubblicate, di
dotti giuristi della sua epoca.
Giurista tra i più insigni del suo tempo, tra le sue opere principali:
– La destinazione del padre di famiglia, come titolo costitutivo
di servitù prediali (2a ed. 1886);
– Trattato delle locazioni de’ predi urbani e rustici (1892);
– Il silenzio nel diritto civile (1897);
– La teoria e la pratica nel diritto (1899); Sui limiti della legge
nel tempo (1904);
– Della enfiteusi (1910; 2a ed., post., 1922).
– Eccellente il suo manuale di Istituzioni di diritto privato
italiano (2a ed. 1917),curato in 3a ed. da F. Vassalli (1922).
S’impegnò molto nel campo sociale, per opere a carattere caritatevole,
con la fondazione dell’ospedale di Sora intitolato al cardinale Cesare Baronio
(oggi “Santissima Trinità”) prodigandosi per i soccorsi alle popolazioni della
media Valle del Liri in seguito al terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915
e tra il 1910 e il 1914, proseguì l’iniziativa di Alfonso Visocchi, per la realizzazione
della ferrovia Cassino-Atina-Sora.
A suo nome sono intitolati molti luoghi, tra i quali il Liceo classico e la Sala
conferenze del Museo civico della Media Valle del Liri di Sora e presso il parco
pubblico della “villa comunale” di Sora è esposto il busto in bronzo dell’artista
e scultore sorano Pasquale Fosca.
|