Carvajale Simoncelli

 

 

 

 

 

 

 

CARVAJAL SIMONCELLI
VESCOVO DI SOVANA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE IV

 

Carvajal figlio di Girolamo Simoncelli, nasce a Orvieto nel 1508.
Fratello di Antonio Simoncelli che fu più volte camerlengo dell’opera del Duomo
di Orvieto e dal 1522 Conte di Castel di Piero, per nomina di Papa
Adriano VI,  feudo fino ad allora controllato dai Baglioni di Perugia, di cui Antonio
ha distrutto il castello, per affermare la supremazia della Camera
Apostolica, dopo che Piero e  Giovancarlo Baglioni, ne contestano ostinatamente
il possesso con le proprie milizie.


Carvajal nell’anno 1535, alla rinunzia del vescovo Ferdinando Farnese,
rinunzia condizionata dalla nomina a cardinale, è nominato vescovo della diocesi
di Sovana da papa Paolo III all’età di 27 anni e lo rimarrà fino al 1596.


Durante gli anni del suo episcopato, dimostra una grande attenzione per il
patrimonio della Mensa, in particolare per la tenuta delle Capannelle, per cui incarica
come suo procuratore l’orvietano Vincenzo Cini nella controversia con
la comunità sovanese e per la tenuta di Catabbio, che nel tempo valorizza anche
grazie al recupero dell’antico castello aldobrandesco trasformato in villa,
occupandosi molto della gestione locale, dei sinodi e dei confini toscani.

Relativamente alla sua attività pastorale, dopo la visita del 1563, in cui il
vescovo è coadiuvato dal perugino monsignor Francesco Bossi, visitatore apostolico
dello Stato Senese per l’applicazione dei decreti tridentini, monsignor Simoncelli
nel 1582 effettua una visita pastorale nelle parrocchie dislocate nel territorio molto
vasto della diocesi. Dopo circa sessanta anni di episcopato, muore ai primi
di gennaio del 1596 all’età di 88 anni.

 

LA STORIA


DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
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Girolamo Simoncelli

 

 

 

GIROLAMO SIMONCELLI
CARDINALE SRC

DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE
IN ROMA
E VESCOVO DI ORVIETO

 

 

 

 

 

 


DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE III

Girolamo nasce in Orvieto nel 1524, da Antonio Simoncelli,
conte di Castel di Piero e da Cristofora Ciocchi del Monte ed è pronipote di
papa Giulio III, poiché il nonno Balduino
è fratello del pontefice, Giovanni
Maria de’ Ciocchi del Monte di Monte San Savino.

Da Giulio III, suo zio, Girolamo venne creato cardinale diacono dei Santi
Cosma e Damiano all’età di soli 31 anni nel Concistoro del 22 dicembre 1553;
fu poi cardinale prete di Santa Prassede e, nel 1598, di Santa Maria in Trastevere.

Essendo stato creato cardinale in giovane età, ed avendo avuto una vita lunga
Girolamo fu cardinale per 52 anni; fu pertanto «protopresbitero», cioè il
cardinale presbitero nominato da più tempo, e condivide con il cardinale
Giacinto di Pietro di Bobone (Cardinal Orsini) il record di partecipazione a
conclavi.

Ben dieci, per le elezioni di papa Marcello II, papa Paolo IV, papa Pio IV,
papa Pio V, papa Gregorio XIII,  papa Sisto V,  papa Urbano VII,
papa Gregorio XIV,
papa  Innocenzo IX e papa Clemente VIII. 

Giulio III il 25 giugno 1554 lo nominò vescovo di Orvieto, sua città natale;
dimessosi nel 1562, ne riprese il governo come amministratore, e lo mantenne
fino alla morte.

Il 21 febbraio 1600 divenne vescovo della Sede suburbicaria di Albano, dalla quale
poco tempo dopo, il 24 aprile 1600 fu trasferito alla sede suburbicaria di Frascati,
da cui il 16 giugno 1603 passò alla sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina.

Nel 1548 il Cardinale Girolamo fece costruire un palazzo che divenne noto come
Palazzo Carvajal, la cui realizzazione è attribuita all’opera di Ippolito Scalza
in fronte al palazzo Simoncelli.
Sul palazzo un’iscrizione al di sotto delle finestre del
primo piano annuncia in spagnolo che il Palazzo Carvajal dei Carvajal è stato costruito
per la comodità dei suoi amici.

La storia tramanda alcuni dati biografici singolari, infatti Francesco Cancellieri
riferisce dell’abitudine del Cardinale Simoncelli di far incendiare di nascosto
i carri di fieno, «per impaurire i villani», per poi pagare i danni causati.

Nel 1590 il cardinale si trovò al centro di grandi dissidi a causa di un testo falso,
noto come «Profezia sui papi» attribuito a San Malachia, redatto e fatto circolare,
altresì, dai suoi partigiani
attorno al 1590 per facilitarne l’ascesa al soglio pontificio.
Nel testo “profetico” 111 pontefici, a partire da papa Celestino II (XII secolo), sono
designati con un breve motto.

Quello del pontefice successore di papa Urbano VII, pontefice per soli 13 giorni
nel 1590,
avrebbe dovuto essere “De antiquitate Urbis”, con allusione a Orvieto,
città natale del
Cardinale detta in latino «Urbs Vetus».

Morì nel 1605  e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria del Popolo in piazza del
Popolo a Roma.
Lasciò agli eredi Luigi ed Antonio Simoncelli anche il Castello
di Monte Rubiaglio
da lui fatto restaurare nel 1554.

 

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