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PARTE VII
Le istituzioni cavalleresche furono il luogo della creazione
di una identità comune per tutte le aristocrazie cattoliche europee.
Gli Ordini rispondono a una domanda di legittimazione aristocratica
da parte di quelle famiglie che avevano conquistato la loro nobiltà nell’arco
dei secoli precedenti e volevano sbarrare il passo agli ultimi arrivati.
L’accesso infatti passava per un puntiglioso “processo
di nobiltà” istruito per accertare la “gradazione nobiliare” del candidato,
del pretendente all’abito di cavaliere.
Giulio Simoncelli commendatore dell’alberese e di San Giustino
nel 1554 fu ascritto alla commenda di San Giovanni dell’Ordine di San
Giovanni di Gerusalemme, presente ad Orvieto e dipendente
dal Priorato di Pisa, che tuttavia non contava molti cavalieri ad Orvieto.
Ben altri numeri sostanziano all’Ordine di Santo Stefano Papa e
Martire, fondato da Cosimo de’ Medici nel 1562, che si pone per le nobiltà
dell’Italia centrale specificatamente per il patriziato orvietano.
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LA STORIA
DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE I PARTE II PARTE III PARTE IV PARTE V PARTE VI PARTE VII PARTE VIII
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