Giovanni Battista Simoncelli

 

L’ANGELO DI GIOTTO NELLA CAPPELLA SIMONCELLI A BOVILLE ERNICA

GIOVANNI BATTISTA SIMONCELLI
PROTRONARIO APOSTOLICO, CUBOLARIO
NUNZIO IN SVIZZERA

GOVERNATORE
DI CASTEL SANT’ANGELO IN
ROMA

 

IL SUO MONUMENTO FUNEBRE
NELLA CHIESA DI SANTO STEFANO DEL CACCO
DEI MONACI FILIPPINI BENEDETTINI
A
ROMA

 

 

 

 

DEI SIMONCELLI IN ITALIA
PARTE III

 Monsignor Giovanni Battista Simoncelli nasce
a Bauco nel 1554. Suo padre, Alessandro
apparteneva al nucleo della famiglia
che aveva esteso gli interessi economici, le acquisizioni
fondiarie e il controllo politico fuori da Orvieto, insediandosi stabilmente nella
strategica area di confine del Basso Lazio,  nel castello di Bauco.

Attraverso questa linea paterna, Giovanni Battista ereditò
non solo il prestigio nobiliare d’origine, ma anche le ampie risorse patrimoniali
che gli permisero di finanziare la sua eccezionale scalata all’interno
della Curia romana. Fu Protronario Apostolico, cubolario e
Nunzio in Svizzera.
Intimo amico di Papa Paolo V Borghese e dello scultore
Benvenuto Cellini, ricevette la nomina papale a Governatore di Castel Sant’Angelo.

Tra il XV e il XVII secolo, la gestione della fortezza-simbolo del
papato venne affidata a membri illustri della consorteria familiare nata dal ceppo
del Simoncello.
Prima di lui, la via del Vaticano era stata spianata
dal potente cardinale spagnolo Bernardino López de Carvajal , che fu Governatore
della fortezza dal 1503 al 1506 e guidò le grandi manovre dell’esercito
pontificio prima del Sacco di Roma.

Della sua attività nella Santa Sede rimangono i tesori della
Cappella Gentilizia della sua famiglia all’interno della chiesa di S. Pietro Ispano,
dove fece consacrare i doni ricevuti da Paolo V: un mosaico
di Giotto, due statue del Bregno, un bassorilievo del Sansovino. Oltre la suddetta
cappella fece costruire il palazzo con l’annessa chiesa di
S. Giovanni Battista
per le suore benedettine, ordine da lui istituito a Boville.
Oggi il palazzo Simoncelli è la sede del comune.

morì a Roma nel 1634 e nonostante avesse predisposto la
sua sepoltura nella cappella del suo palazzo a  Boville, il suo monumento funebre
monumentale in marmo  si trova a Roma, all’interno della storica
Chiesa di Santo Stefano del Cacco, a testimonianza
del suo definitivo radicamento nell’élite curiale romana.

 

 

LA  STORIA

DEI SIMONCELLI IN ITALIA

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Bernardino de Carvajal

 

 

 

BERNARDINO DE CARVAJAL
CARDINALE SRC
DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME
ROMA

GOVERNATORE
DI CASTEL SANT’ANGELO DAL 1503 AL 1506
ROMA

 

AMBASCIATORE DI
FERDINANDO II DI ARAGONA
E DI ISABELLA DI CASTIGLIA

 

PATRIARCA LATINO
DI  GERUSALEMME

 

 

 

 

 

 

 

DEI CARVAJAL
PARTE IV

Nasce l’8 settembre del 1456 da Francisco López de Carvajal y Trejo e
da Donna Aldonca de Sande a Plasencia in Estremadura e muore
a Roma il 16 dicembre del 1523 a Roma.
Studia teologia a Salamanca, conseguendo il baccellierato nel 1472,
il dottorato nel 1478 e infine il titolo di magister theologiae nel 1480.
Nipote dell’abile Cardinale Juan Carvajal, data la stima universale per
quest’ultimo, avanzò rapidamente nella carriera ecclesiastica a Roma,
dove giunse durante il pontificato di Sisto IV (1471-84).

Nel 1482 divenne Protonotario apostolico di papa Innocenzo VIII
e nei primi mesi del 1484 designato come cubicularius del Papa.
Il 19 settembre 1485 Il Carvajal, venne inviato in Spagna come Nunzio
per esplorare l’intenzione di Ferdinando di schierarsi al fianco
di Ferrante d’Aragona contro le pretese Angioine a Napoli.
Vi rimarrà
fino al gennaio del 1488 e rientrato in Italia fungerà, insieme a Juan
Ruiz de Medina, da ambasciatore dei re cattolici.
Sul piano della politica ecclesiastica, quale ambasciatore, dovrà
sensibilizzare Innocenzo VIII prima e Alessandro VI poi sui problemi
maggiormente sentiti dai re cattolici: riforma ecclesiastica, nomina
dei vescovi e Inquisizione.
Grazie all’interessamento dei re cattolici inizia la sua rapida e brillante
carriera ecclesiastica: nominato vescovo di Astorga con consacrazione
del 21 dicembre 1488, nel gennaio dell’anno successivo viene trasferito
alla diocesidi Badajoz. Il 17 settembre del 1491 venne eletto Governatore
della Chiesa e dell’Ospedale di San Giacomo a Roma.
Morto Innocenzo
VIII, fu il Carvajal a pronunciare il discorso di apertura del conclave e
l’elezione di Alessandro VI favorì la carriera e le ambiziose aspirazioni
del suo connazionale cui, infatti in una contrastata creazione cardinalizia
del settembre 1493, fu conferita la porpora, dapprima con il titolo dei
S.S.Pietro e Marcellino, poi in febbraio 1495 di S. Croce di Gerusalemme.
Gli era, inoltre, già stata assegnata nel  marzo 1493 la diocesi di Cartagena,
che lascerà nel febbraio 1495 per quella di Sigüenza, cui rinuncerà nel giugno
1519.
Mantenne la duplice veste di ambasciatore spagnolo, di Ferdinando II
di Aragona e di Isabella di Castiglia e di legato pontificio.
Nel 1496 fu legato pontificio presso Massimiliano I, futuro Imperatore
del Sacro Romano Impero e successivamente ebbe l’incarico di portare a
Carlo VIII la diffida del papa, pena scomunica, di proseguire nel suo
intervento militare in Italia.
Nel 1498 fu nominato camerlengo del Sacro Collegio.
Nel luglio del 1503 fu nominato amministratore apostolico della sede
vescovile di Avellino, carica che tenne per circa due anni.
Nel 1504 fu nominato Patriarca latino di Gerusalemme, carica che tenne
fino alla morte. Nell’agosto 1507 fu nominato cardinale vescovo di Albano
ma già il 17 settembre di quell’anno optava per la sede suburbicaria di Frascati,
e l’anno successivo per quella di Santa Sabina.


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DEI CARVAJAL
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