dei Carvajal in Italia

 

 

DEI CARVAJAL IN ITALIA
PARTE II


Il Barone Simon Pedro de Carvajal, detto Simoncello, congiunto

del Cardinale Egidio Alvarez Carrillo de Albornoz,  fu tra i Cavalieri, avidi di gloria e di
avventure, venuti in Italia alla riconquista del Patrimonio della Chiesa.

Ardua e storica impresa affidata nel 1353 da Papa Innocenzo VI, in Avignone, al celebre
Cardinale de  Albornoz già valoroso cavaliere e capitano dei Re di Castiglia.

Simoncello, dopo aver validamente coadiuvato il Cardinale de Albornoz ed essere stato
all’uopo Castellano di Roccalvecce, si trasferì a Orvieto nel 1355 ed ivi decise di risiedere.

 

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DEI CARVAJAL
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Bernardino de Carvajal V

 

 


BERNARDINO
DE CARVAJAL
CARDINALE SRC
DI
SANTA CROCE DI GERUSALEMME

 

 

 

 

DEI CARVAJAL
PARTE V

Nel marzo del 1509 optò ancora per la sede di Santa Sabina.
Il Carvajal entrò in contrasto con papa Giulio II e fu il capo dei cardinali
ribelli che il 16 maggio 1511  firmò con gli altri un documento che convocava
un concilio a Pisa
per il 1º settembre di quell’anno. Papa Giulio II rispose
scomunicandolo e deponendolo da ogni incarico, compreso il titolo cardinalizio.
Insieme a lui furono scomunicati
i cardinali Federico Sanseverino, Francesco
Borgia, Guillaume Briçonnet e René de Prie. 
Il 1° settembre si riuniva il
concilio convocato dal Carvajal a Pisa e, forte dell’appoggio di Luigi XII di
Francia e dell’imperatore Massimiliano I, dichiarò deposto Giulio II e
nominò papa in sua vece lo stesso Carvajal che prese il nome di Martino.

Dopo la sconfitta dei nemici, ad opera della Lega Santa costituita da Giulio II,
e l’esito del Concilio Lateranense V, convocato da papa Giulio II a Roma nel
maggio 1512,
che condannò come scismatico il concilio di Pisa, l’imperatore
Massimiliano riconobbe la legittimità di Giulio II ed anche Luigi XII
abbandonò i cardinali scismatici del concilio di Pisa.
Deceduto Giulio II, con il conclave del 1513 venne eletto papa Leone X, al
secolo Giovanni de’ Medici, al quale il Carvajal, che nel frattempo era stato
imprigionato
a Firenze, chiese insieme al Sanseverino, il perdono papale.
A concilio ancora aperto (si concluse il 16 marzo 1517) il papa accettò la
richiesta
di perdono in cambio dell’abiura del concilio di Pisa. Questo avvenne
pubblicamente nel concistoro del 27 giugno 1513 e gli furono resi tutti gli
incarichi che Giulio II gli aveva revocato e che nel frattempo non erano stati
assegnati ad altri.
Il 14 gennaio 1521 venne nominato vescovo di Plasencia.
In vista della nomina
a Decano del Sacro Collegio, nel luglio del 1522  optò
per le sedi suburbicarie di Ostia e Velletri. Nominato amministratore
apostolico di Foligno nel settembre 1522, lasciò la sede al nipote Rodrigo il
febbraio del 1523.
Alla sua morte fu sepolto nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma,
dietro l’altare principale, dove ancora si trova
.

 

 

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