Artemisia e Camilla

 

 

 

   

ARTEMISIA SIMONCELLI FANI

 

CAMILLA SIMONCELLI CIOTTI

 

IL CALICE DELLA FAMIGLIA CIOTTI – PRIMOMI

 

 

 

DEI SIMONCELLI IN ORVIETO E IN ITALIA
PARTE I

Artemisia e Camilla, figlie di Tiberio Simoncelli e di
Andreana Clementini e
bbero come tutori il vescovo Carvajal e il
cardinale Girolamo, entrambi contrassero matrimonio a
Tuscania con membri delle famiglie Fani e Ciotti, le più importanti
e influenti della città e del Patrimonio
di S. Pietro in Tuscia.

Artemisia sposò Girolamo Fani e formò la sua famiglia a Tuscania.
fu mamma di Annibale, Erennio, Fano, Vincenzo, Sforza e
Dionora, molto amata dalla sua famiglia e dai suoi concittadini.
Nel 1591, alla sua morte, fu sepolta nella chiesa di S. Maria
del Riposo nella cappella di famiglia e sulla tomba fu inciso
il seguente epitaffio:
ad Artemisia, nobile orvietana,  di vita integerrima, di
grandissima fede in Dio, di carità verso i poveri, di benevolenza ed affetto
verso tutti che, avendo vissuto per 35  anni in citta’  una vita  molto unita
e di grande amore con il suo marito Girolamo  Fani,  la termino’ con la morte
con il lutto generale di tutti. il marito ed i figli tristissimi posero”.

Camilla  sposò  Sforza Ciotti, appartenente ad una  famiglia,
di grandi proprietari terrieri e con lui visse nel palazzo di famiglia
a Marta,
adiacente il lago di Bolsena, dove ancora oggi si
ammira lo stemma con i gigli. 
Ebbe quattro figli: Girolamo, Antonia,
Cristoforo e Domenica, dei quali Girolamo sposò
Vittoria Fani e Cristoforo Vittoria dei Ciotti di Tuscania.

I matrimoni furono celebrati entrambi a Toscanella, così
detta dal
1297 per volere di Bonifacio VIII punita a causa di una rivolta.

 

STORIA

        DEI SIMONCELLI IN ORVIETO E IN ITALIA
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Le origini

 

 

DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE I

Il Barone Simon Pedro de Carvajal, detto Simoncello,
dopo aver validamente coadiuvato il Cardinale de Albornoz ed essere stato
all’uopo Castellano di Roccalvecce, si trasferì a Orvieto nel 1355
ed ivi decise di risiedere.

I suoi figli Pietro, Bartolo e Giannotto, contrassero in città parentele di
pari rango e furono iscritti alla nobiltà cittadina con il cognome de Simoncellus
Carvajalis.
Assunto per l’uso spagnolo del tempo, dal nome del loro illustre
genitore,
successivamente variato in Simoncelli.

Pertanto, Simon Pedro  fu il Capostipite della famiglia e di tutta la discendenza
dei Simoncelli in Italia. Ebbero il titolo di Conti di Graffignano per concessione di
Eugenio IV nel 1431 e Conti di Castel di Piero per nomina di Papa Adriano VI.

Vestono per giustizia le insegne dell’Ordine Gerosolimitano fin dal 1554,
a seguito della plurisecolare nobiltà della famiglia.

Alcuni discententi entrarono nell’Ordine di Santo Stefano, già dal 1586.
Sono ascritti alla Nobiltà di Orvieto, Viterbo, Cagli, Amelia, Ancona, Ferrara e Roma,
pertanto alla Nobiltà dello Stato Pontificio. Furono governatori e gonfalonieri di Orvieto
e possedettero i Castelli feudali di Trevinano, Celle, San Cassiano e Monte Rubiaglio.

Lo stemma che compete alla famiglia è così blasonato:
d’Oro, alla fascia di nero accompagnata da una croce greca potente sul capo.
Il motto: in Spem contra Spem

 

 

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