Giulio III


GIOVANNI MARIA DE’ CIOCCHI
DEL MONTE DI MONTE SAN SAVINO

PAPA GIULIO III

 

 


DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
PARTE V

Giovanni Maria Ciocchi del Monte nacque a Roma
da Vincenzo Ciocchi del Monte, famoso giurista, e da Cristofora Saracini,
fu educato, secondo i dettami dello zio il cardinale
Antonio Maria Ciocchi del Monte, in un prestigioso oratorio presso il
Laterano,
dove ebbe come tutore l’umanista Raffaele Lippo.
In seguito, studiò giurisprudenza nelle Università degli Studi di Perugia e
di Siena
e dopo la laurea, fu avviato alla carriera ecclesiastica,
studiò teologia sotto il domenicano Ambrogio Catarino Politi.

Nel 1504, divenne cancelliere di papa Giulio II, nel 1511 suo zio
Antonio Ciocchi del Monte fu creato cardinale e nel 1513 succedette allo zio
come arcivescovo di Siponto. Nel 1521 aggiunse anche la diocesi di Pavia.

Durante il Sacco di Roma del 1527, fu uno degli alti prelati consegnati
da papa Clemente VII alle forze dell’imperatore Carlo V d’Asburgo come ostaggi.
Avrebbe potuto restare ucciso assieme agli altri a Campo de’ Fiori,
se non fosse stato liberato in segreto dal cardinale Pompeo Colonna.

Fu creato cardinale presbitero nel concistoro del 22 dicembre 1536
da Paolo III,  e il 15 gennaio 1537 ricevette il titolo di San Vitale. Prese parte alla
commissione incaricata della preparazione del concilio di Trento.
Il 13 dicembre 1545 aprì la prima sessione dei lavori nella sua funzione di legato
pontificio (fu uno dei tre legati papali,  assieme all’inglese Reginald
Pole e a Marcello Cervini, il futuro papa Marcello II). Nel 1547 appoggiò la
decisione di trasferire il concilio a Bologna.
Suo fratello maggiore
Baldovino Ciocchi del Monte (1485-1556) si unì in matrimonio con Giulia
Mancini.  Baldovino divenne duca di Camerino (1550); suo figlio
Giambattista Ciocchi del Monte assunse i titoli di duca di Nepi,  generale e
governatore di Fermo.

Cristofora, figlia di Baldovino, sposò il conte di Castel di Piero,
Antonio Simoncelli. Nel 1553 Giulio III creò cardinale diacono dei Santi Cosma
Damiano
il loro figlio Girolamo Simoncelli e il 25 giugno 1554 lo
nominò vescovo di Orvieto, sua città natale; carica che mantenne fino alla morte.

 

 

LA STORIA

DEI SIMONCELLI
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Palazzo Simoncelli - Torre San Severo

I Simoncelli in Italia

 

 

 

 

I SIMONCELLI IN ITALIA
PARTE I

I Simoncelli si espansero in Italia ed acquisirono feudi in
diverse regioni, tra le quali la Toscana. Sono ascritti alla Nobiltà di diverse città.

Giannotto, figlio del Simoncello, divenne Castellano della fortezza
di Ancona e fondò
un ramo della famiglia in questa città. Un altro Giannotto,
di lui nipote, ex filio, entrò nell’Ordine di Santo Stefano nel 1586.

Nel 1580 da Orvieto un altro ramo della famiglia fu portato da Lorenzo a
Cagli, negli stati Pontifici, i cui discendenti si sono distinti per virtù civili e religiose e,
e tra questi Francesco, importante giurista e  Uditore della Ruota di Perugia,
che rimasto vedovo nel 1620 si diede al sacerdozio e fu Vicario generale del
Vescovo dei Passionei.

 Altri rami nel corso dei secoli si sono localizzati:
nel Granducato di Toscana, a Fano, dove Lorenzo fu podestà nel 1674,  nel Ducato
di Ferrara, portato da Orazio, ufficiale di Fanteria, oriundo da Trieste,
a
Senigallia, a Viterbo, dove il ramo ha origine con il Cardinale Gerolamo, a Roma
e
a Sora nella Valle del Liri, a questo ramo appartenne Vincenzo,
insigne giurista,  deputato al parlamento del Regno d’Italia.

Gli stemmi che competono alla famiglia sono così blasonati:

ORVIETO
d’Oro, alla fascia di nero accompagnata da una
croce greca potente sul capo.
ROMA
d’argento, alla banda di nero, capo d’azzurro caricato
di una croce patente d’argento.
VITERBO
spaccato nel 1°d’argento, ad una croce partita di
nero e d’oro; nel 3° d’oro, alla banda di nero.
FERRARA
d’oro, alla banda di nero, capo d’azzurro caricato
di una crocetta scorciata d’argento.

Vestono per giustizia le insegne
dell’Ordine Gerosolimitano fin dal 1554, a seguito della
plurisecolare nobiltà della famiglia.
Il motto:
in Spem contra Spem


 

 

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