La famiglia e gli ordini cavallereschi

 

 

 

 

 

 


PARTE VII

Le istituzioni cavalleresche furono il luogo della creazione
di una identità comune per tutte le aristocrazie cattoliche europee.

Gli Ordini rispondono a una domanda di legittimazione aristocratica
da parte
di quelle famiglie che avevano conquistato la loro nobiltà nell’arco
dei secoli precedenti e
volevano sbarrare il passo agli ultimi arrivati.

L’accesso infatti passava per un puntiglioso “processo
di nobiltà” istruito per accertare
la “gradazione nobiliare” del candidato,
del pretendente all’abito di cavaliere.

Giulio Simoncelli commendatore dell’alberese e di San Giustino
nel 1554 fu ascritto alla
commenda di San Giovanni dell’Ordine di San
Giovanni di Gerusalemme, presente ad Orvieto e dipendente

dal Priorato  di Pisa, che tuttavia non contava molti cavalieri ad Orvieto.

Ben altri numeri sostanziano all’Ordine di Santo Stefano Papa e
Martire, fondato
da Cosimo de’ Medici nel 1562, che si pone per le nobiltà
dell’Italia centrale
specificatamente per il patriziato orvietano.

 

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LA STORIA

DEI SIMONCELLI DI ORVIETO
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Il Prius

 

 

 

 


SIMON PEDRO
DE CARVAJAL

CAVALIERE DI CASTIGLIA,
CASTELLANO DI ROCCALVECCE AL
SEGUITO DEL CARDINALE DE ALBORNOZ
IN ITALIA

 

 

 

 

 

 

 

 


PARTE VI

Simon Pedro de Carvajal, detto Simoncello, Barone e Cavaliere di Castilla,
nato nel 1305 da Don Pietro Alonso Carvajal dei Signori di Jodar e
da Donna Eleonora
Bianca Lopez de Portugal, Contessa di Evoramonte,
appartenne
alla linea primogenita dei Signori di Evoramonte.

Cresciuto nel dominio feudale nel Portogallo, insieme al fratello Consalvo, fu
educato alle armi e divenne cavaliere del Re Alfonso IV, nonché
prode combattente nelle guerre contro i mori.

Consalvo, successore nella Signoria, rimase nel Regno e da lui continuò, in linea
diretta maschile, la nobile discendenza dei Carvajal Conti di Evoramonte, dai quali
poi, per parte femminile, derivarono Famiglie Principesche, celebri nella Storia
delle Dinastie Iberiche.

Simoncello, altresì, con carattere spiccatamente avventuroso, a 47
anni vedovo e
con tre giovanissimi figli, venne in Italia nel 1353 fu tra i cavalieri,
avidi di guerre e di avventure, venuti in Italia al seguito del Cardinale
Egidio Alvarez Carrillo de Albornoz; v
aloroso cavaliere e capitano dei Re di
Castiglia, a cui Papa Innocenzo VI aveva affidato l’ardua missione
di  riconquistare il Patrimonio della Chiesa.

Dopo aver validamente coadiuvato il suo congiunto, cardinale
de Albornoz ed essere stato all’uopo Castellano di Roccalvecce, esaurito
l’incarico nel 1355 sì trasferì a
Orvieto ed ivi decise di risiedere.

 

 

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